Archive for the ‘Vintage’ Category

Ciclostorica “Ciclisti DOCG”

19 aprile 2017

9 aprile 2017, pedalata ciclisti DOCG. Il volantino recita: due percorsi, un ristoro, grigliata finale. Per il giro lungo appuntamento alle 9 in magazzino da Teo. Partiamo in 14. Quasi tutti già visti o conosciuti, in molti con maglia certificata. Dopo un paio d’ore e 20 km di sterrato raggiungiamo casa Trentin per il ristoro (ottimo) e troviamo i partecipanti al giro corto: quindi raddoppiamo il numero (un trionfo di arancione) e riprendiamo a pedalare. Altri 20 km, anche questi quasi tutti sterrati (i DOCG non fanno sconti…) prima di dividerci per le varianti finali e poi tutti di nuovo in magazzino per la grigliata: a ‘sto giro Stefano non ha neanche inforcato la bici, inutile far finta che gli interessi pedalare, grigliare è una cosa seria!
Chiusura di giornata sul lago di Varese, girandogli intorno prima del tramonto.

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Gran Corsa di Primavera 2017 – terza tappa

18 marzo 2017

Da Finale Ligure a Sanremo – 18 marzo

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Gran Corsa di Primavera 2017 – seconda tappa

17 marzo 2017

Da Tortona a Finale Ligure – 17 marzo

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Gran Corsa di Primavera 2017 – prima tappa

17 marzo 2017

Da Milano a Tortona – 16 marzo

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Passo del Turchino 2017

4 marzo 2017

Prove generali per la Milano Sanremo anni ’20.
Mercoledì 1 marzo: Teo mi passa a prendere all’alba e, dopo due tappe per clienti piemontesi, a mezzogiorno parcheggiamo in zona Predosa e pedaliamo per 40 km in direzione Genova. I primi 10 km di statale trafficata e pessima per prendere il ritmo. Poi a Ovada prendiamo la SP456 e la giornata migliora decisamente: la salita è continua ma dolce, con qualche falsopiano che mette movimento.
Passiamo Rossiglione, Campo Ligure, Masone. Al Turchino giusto due foto e niente bar aperti… torniamo indietro per fermarci a Masone: panino, birra, amaro, e ripartiamo. E’ subito necessario cambiare rapporto, la discesa prevalente ci fa volare ai 30 orari medi e alle cinque siamo al furgone.
Chiudiamo a 80 km. Soddisfatti, di noi e delle bici che viaggiano bene.
Certo, la Gran Corsa richiederà qualcosa in più…

Artica 2017

5 febbraio 2017

Articolo di Irene!

Domenica 22 gennaio 2017.
Partiamo da Verona prima delle 9 alla volta di Lonigo, il freddo è pungente ma secco, il morale è alto. Siamo il gruppo storico della nostra prima Eroica: Flavia e Riky, io Teo e Diego (Annalisa e Giulia alla prossima aspettiamo anche voi!), già ViaggiatoriErranti e ora anche Ciclisti D.O.C.G. Con noi anche Serafino e Laura che lo accompagna.
Dopo una mezz’ora di strada eccoci a Lonigo, già invasa dalle bici e dal mercatino vintage; il mio primo pensiero appena scesa dal furgone è “Ammazza che freddo!!!!! Ma come faremo a pedalare!?!?” Qui incontriamo gli altri amici del nostro gruppo: Marco, Mauro e Sergio, mentre Gigi e Guido sono partiti alle 9 per il giro lungo (109 km).
In fila per il ritiro del pacco gara, per me la prima delusione… non saremo il gruppo più numeroso a partecipare alla manifestazione, ci sono i Montagnana che sono in 35 e quindi ci battono di gran lunga… bella forza, loro sono del paese vicino!
Ritirato il pacco gara (una bella e buona bottiglia ricordo di Cabernet, l’apribottiglie con lo stemma dell’Artica, un fantastico torrone della pasticceria del paese) ci appuntiamo i numeri, chi sulla maglia, chi sullo zaino e siamo pronti alla partenza.
Dopo il discorso delle autorità la gara è al via con più di 500 partenti, un grande risultato per la 5° edizione. Si parte con la musica della banda. I primi 10 km sono uguali per tutti, e tutti insieme sfiliamo dietro alla Fiat d’epoca tra le campagne vicentine; all’inizio il freddo si fa sentire ma pedalando ci si scalda fino a stare veramente bene e ci godiamo la splendida mattinata d’inverno che ci regala un sole spettacolare.
Arrivati al bivio tra percorso Corto e Classico: io, Flavia e Riky con l’ormai inseparabile tandem, Marco, Matteo e Sergio con le loro bici anni ’20 svoltiamo a destra per il Corto (27 km) mentre Diego e Serafino (anche loro in sella a due “cancelli” anni ’20) e Mauro proseguono per il percorso Classico (55 km).
Subito dopo noi arriviamo al 1° ristoro a Tre Lasagne: the caldo, biscotti e crostata al cioccolato dove un navigato partecipante alle ciclostoriche ci fa una battuta sulla maglia… “ho già capito io a cosa si riferisce il D.O.C.G.” alludendo al buon vino… possiamo dargli torto? Il giro riprende tra ciclabile e strade secondarie fino a Piazza Alonte dove al km 20 c’è il 2° ristoro: vin brulè e polenta e baccala, non sarà proprio la dieta dello sportivo ma che spettacolo! Come sempre il tandem riceve attenzioni e complimenti, ma pronti via si riparte verso il centro di Lonigo non senza affrontare prima due, mi dice chi è abituato a pedalare, piccole salite con mia grande soddisfazione tutte in sella!
Prima di entrare nella piazza dell’arrivo ricompattiamo il gruppo e mettiamo in evidenza le maglie bianche e arancioni dei ciclisti D.O.C.G. per una bella foto tutti insieme sull’arrivo, ma con grande delusione non solo non c’è il fotografo… ma non c’è neanche l’arrivo! Solo un banchetto che dopo il timbro distribuisce bibite e spritz. Va beh, ci arrangiamo col cellulare, brindiamo alla bella pedalata che abbiamo fatto e su proposta di Riky ci facciamo un giretto col tandem… che nostalgia! Forse è riuscito nell’intento di riproporre la coppia di tandem alla prossima uscita!
Al pasta party, qui però organizzato dagli alpini che ci hanno servito gnocchetti ad un tipico sugo vicentino con uvette, cannella e zucchero e un tris di cotechino, lesso e lingua con purè di patate, ci raggiungono alla spicciolata Mauro, Serafino, Diego e poi gli atleti del lungo Gigi e Guido, tutti un pò provati ma felici e soddisfatti della bella pedalata.
Ascoltiamo i racconti di chi ha pedalato sul percorso Classico e Lungo, condividiamo le nostre impressioni sulla giornata, nonostante le previsioni di freddo e brutto tempo abbiamo passato una bellissima domenica piena di sole: la prima uscita ufficiale dei Ciclisti D.O.C.G. non poteva essere migliore!

Prova pre-Artica a Daverio

3 febbraio 2017

Domenica 8 gennaio 2017: due settimane prima dell’Artica di Lonigo ci troviamo da Teo con Giaigix e Guido per un giro di allenamento.
Partiamo decisi con un freddo decisamente umido e dopo qualche chilometro già comincio ad accusare l’andatura di Guido.
Dò la colpa al rapporto posteriore 22 con cui viaggio meglio in salita e mi fermo con Teo a girare il cerchio sul 18.
Ripartiamo, con Teo che mi dice “dai che andiamo a prenderli”. In gruppo è così: chi è in difficoltà, spompo, rotto, non importa se il problema è sulla bici o sul ciclista, viene protetto. Se vai in bici lo sai: non importa chi sei, prima o poi qualcuno che ti deve aspettare lo trovi.
A metà giro pausa vin brulé, sul pontile di non so dove. Eccezionale, ma Teo non molla la ricetta.
Dopo un momento di pace ricominciamo a pedalare e di nuovo soffro il freddo in modo drastico. Verso la fine tocca a Giaigix farmi da trainer, e mi accompagna chiacchierando fino al magazzino.
54 km per 370 m di dislivello, giusto giusto una buona prova per il giro artico classico.

Eroica 2016

15 ottobre 2016

Domenica 2 ottobre 2016.
Scendo a Gaiole in Chianti il sabato pomeriggio con Guido, raggiungiamo il villaggio eroico appena in tempo per il ritiro del suo pacco gara e un giro veloce tra stand e bancarelle. Più tardi siamo a cena al castello di Castagnoli, trenta persone bene assortite: all’appello si scopre che in quattro faranno la 209 km, in tre la 135; la 75 km la facciamo in quattro, gli altri tutti sulla 46.
Nottata sotto l’acqua, piove dall’ora di cena, speriamo…
Al mattino colpo di scena, Flavia è fuori uso, il tandem non può partire… propongo un rimpasto degli equipaggi: io come secondo pilota sul verdone e Teo sulla anni ’20 ma niente da fare. Non insisto perchè provare la 75 era l’idea fissa degli ultimi giorni. Nel frattempo Gigi e Guido sono già in pista dalle sei. Com’è come non è, anche Teo e Irene non partono… e io mi ritrovo allo stand come un campione: Teo pensa alla Wolter mentre Irene mi fissa il pettorale alla maglia. Così da imbucato clandestino che ero mi ritrovo a partire col numero 391! Si son fatte le nove, Mauro mi sta aspettando poco dopo i tornelli della partenza, andiamo insieme, siamo in quattro. Due li perdiamo dopo cinque minuti. Poi sulla salita al castello di Brolio Mauro parte, non gli sto dietro e non lo vedo più fino alle quattro del pomeriggio…
Gran giornata: sono andato col mio passo, in solitudine ma sempre con qualcuno intorno. Ritmo e slancio, cadenza e fatica, borghi e paesaggi. Due ristori al momento giusto: a mezzogiorno al km 40 acqua e fette di pane (con olio e sale o vino e zucchero), alle 14 sui 60 km ribollita e chianti. Arrivo alle 16 dopo sette ore di cui sei in sella. Le salite più accessibili aggredite con pedalata fluida e veloce, quelle dure affrontate con rispetto e concentrazione, quando poi la pendenza è troppa mi inchino, cioè scendo e cammino. Le discese tutte a tuono. La anni ’20 fila senza esitazioni, potrebbe essere un vero inizio.
A fine gara mi sento il ritratto della soddisfazione, stanco morto e col sorriso stampato sulla faccia. Rientro al campeggio e mi faccio una doccia che potrei dormirci dentro. Cenetta in bungalow stretti stretti con champagne e patatine. Dopo cena al ristorante del campeggio con ammazzacaffè vari e a letto presto.
Il giorno dopo si attraversa la Val d’Elsa diretti a Casale Marittimo. Destinazione fiorentina, anche se con la mia reazione allo scherzo (“è finita”) stavo per perdere il rispetto degli amici… rientro a casa sempre troppo lungo, tanto varrebbe mettere il muso del mezzo sulla prossima destinazione…

Pedalata d’epoca 18 settembre 2016

29 settembre 2016

Progetto di Matteo in vista dell’Eroica 2016: provare le bici e far conoscere i partecipanti tra loro.
L’uomo si inventa una vera e propria prova generale di pedalata storica nel suo territorio, tra Daverio, il lago di Varese e Casale Litta.
Con tanto di doppio percorso -corto e lungo- e ristoro in stile.
Da disputarsi due settimane prima della corsa di Gaiole in Chianti, alla quale alcuni di noi parteciperanno scegliendo percorsi diversi.
E’ una domenica mattina, il tempo non è dei migliori e alle 9:30 partiamo in quindici sotto una pioggia debole ma che non accenna a smettere.
Dopo due chilometri esplode un palmer, iniziamo bene…
Comunque l’umore è buono, la compagnia varia e curiosa, pochi minuti e si riprende a salire sull’asfalto.
La anni ’20 sale bene, per l’occasione ho girato il cerchio posteriore e così mi ritrovo su un rapporto 44×22.
Alla prova fuoristrada mi ritrovo circondato da bici da corsa vintage in discesa tra sassi e ciottoli bagnati. Nessuno si lamenta: a parte il sottoscritto urlante (voglio la testa dell’organizzatore!) sono tutti troppo impegnati a godersi la pedalata. Proprio in questo tratto una nuova esplosione: andato anche il secondo (e ultimo) palmer della giornata.
Dopo un’oretta dalla partenza ci ritroviamo all’attacco della pista del lago di Corgeno con i partecipanti al giro corto, e in un attimo viene allestito un ristoro degno del nome. E se non bastasse ha smesso di piovere!
Si riparte poco dopo tutti insieme (c’è anche il tandem verde oddio noooo!!), per dividersi dopo altre due ore: chi corre al Magazzino e chi affronta l’ultimo strappo del giro “lungo”.
Chiusura alle 13:30 dopo 50 km, ma solo per iniziare la seconda parte del progetto, con Stefano in griglia e tutto il resto, sole compreso.
Prova riuscita e giornata favolosa, anche se me ne sono reso conto il giorno dopo…
E adesso a Gaiole!

Anni ’20

21 luglio 2016

Domenica 3 luglio 2016: dopo il rientro dalle vacanze è tempo di passare a salutare la mamma.
Fa caldo, non ho voglia di uscire in moto. Seguo il provvidenziale suggerimento di Annalisa e il pomeriggio si trasforma da “col casco in tangenziale” a “in città sulla anni ’20”.
Scendo in Porta Garibaldi e mi guardo un po’ Milano con calma: Brera, Piazza della Scala, Piazza Duomo, via Festa del Perdono, Porta Romana. Sembra una domenica a piedi, la città vuota di auto è piena di turisti.
La bici si comporta bene, è vero che il percorso è breve, ma sono comunque soddisfatto della risposta sul pavé.
Il ritorno è più impegnativo: parto da casa dell’Olimpia alle otto e un quarto, ancora in piena luce. Circonvallazioni, Darsena e tagli vari fino a piazza Piemonte, poi via Marghera e fuori in Forze Armate fino al Parco delle Cave. Il telefono é scarico e comunque non ho più voglia di far foto, adesso mi godo la pedalata.
Esco in velocità dal parco ma all’attacco del ponte azzurro di via Novara carico troppo sui pedali e la e farfalla lato catena cede: ruota storta, copertura frenata sul fodero e catena giù… Rimonto tutto e già che ci sono dò una tiratina ai raggi per centrare il cerchio.
Entro nel Bosco in città alle nove, una tempesta di moscerini, conigli come se piovesse e due aironi, che si spostano più lontano dal sentiero con due colpi d’ala ma non volano via. Magnifici.
Nel passaggio di fianco alla roggia, il punto più selvatico del corridoio verde, l’imbrunire diventa quasi buio. Ormai sono a Rho, punto la stazione e prendo il treno verso le dieci, pochi minuti e sono a Legnano, casa. Ah! la mamma sta bene.