Archive for the ‘Biciclette’ Category

Gran Corsa di Primavera 2019

27 marzo 2019

21-22-23 marzo 2019, un’altra Milano Sanremo in anni ’20.
Tre giorni di fatica e divertimento, cultura e folklore, persone, ciclomeccanica, sole, vino e mare.

1 tappa: Milano-Tortona
2 tappa: Tortona-Finale Ligure
3 tappa: Finale Ligure-Sanremo

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La Cervini

27 marzo 2019

La vedo sulla chat del mercatino usato nuovo e subito la prenoto per Elena: con uno stemma così non potevo mica farmela scappare.
Con calma la recupero da Teo e la porto a casa.
Poi scopro le prime magagne, tutto sommato limitate al cerchio posteriore sfondato.
Lo cambio con uno equivalente, ma in acciaio come l’anteriore, e faccio un controllo generale: pulizia essenziale, cambio catena, cambio pattini dei freni, cavi e guaine, e litri di svitol per sbloccare la dinamo, il mio pezzo preferito.
Intanto Elena si procura una sella Brooks e mi commissiona il portapacchi.
Alla fine mi rimane l’impianto elettrico: una volta sbloccata la dinamo non resta che provare, cambio i fili e funziona! Con una gemma così (fanalino posteriore) la spaccio per una anni ’50.
Cervini chiama Cervini, se ne vanno in giro per Legnano.

Campo dei Fiori

20 marzo 2019

Sabato 9 marzo, in solitaria sulla anni ’20.
Pronti per la Gran Corsa di Primavera!
Percorso

Artica 2019

22 febbraio 2019

Domenica 27 gennaio 2019
Percorso

Eroica 2018

23 ottobre 2018

Arrivo a Gaiole in Chianti martedì sera con Matteo. Quest’anno il programma è più ricco del solito: mi godrò la vita dello stand da mercoledì a sabato, contando di partecipare alla corsa domenica. Sono programmato sulla 75 km, già fatta nel 2016 e più che sufficiente come impegno per la anni ’20.
Ma già da mercoledì mattina mi entra un tarlo nella testa. Nell’unico bar aperto alle 7 del mattino incontro Christian (Gran Corsa di Primavera), che mi aggiorna sulla partenza dedicata alle bici anni ’20 in onore di Luciano Berruti, icona della manifestazione morto un anno fa proprio sulle sue strade bianche: per i percorsi lunghi (130 e 209 km) le anni ’20 partono alle 4:30, mezz’ora prima dell’apertura ufficiale dei cancelli. Lo sento da subito, il richiamo è irresistibile. Unici dubbi quelli relativi alla stanchezza e alle poche ore di sonno che mi aspettano nei prossimi giorni.
Giovedì in effetti sono stanco morto, la vita del mercato non fa per me, ma venerdì sto meglio, e sabato, complici gli arrivi degli amici e l’assalto dei clienti, mi sento carico e già proiettato sulla sveglia. Che in effetti suona alle 3:30, da non credere…
Domenica 7 ottobre 2018, arrivo alla partenza alle 4:20 e c’è già un sacco di gente, spettatori e corridori scalpitanti, pazzesco! Scavalco le transenne, mi faccio timbrare il roadbook, e subito si parte. In anni ’20 saremo una ventina non di più, quasi tutti Grancorsini, e da subito è chiaro che pedalerò da solo: il ritmo è alto e i ragazzi volano nel buio. Affianco il grande Tosi e poco dopo raggiungo Barbara, proseguo e affronto la salita del castello di Brolio illuminata da un filare di candele. In cima trovo il Manuzzi e Ivo che aspettano Barbara, probabilmente faranno la 75 km (e scoprirò giorni dopo che è nata una nuova compagnia…). Li saluto e in pochi minuti mi ritrovo a pedalare sotto una stellata incredibile scollinando verso sud (ma non era nuvoloso?). Alla fine della discesa da Brolio mi fermo al bivio di Pianella a controllare la cartina, e mi raggiungono i primi smanettoni delle vintage partiti alle 5. Da lì in poi sarà un continuo pedalare in compagnia, il paradosso della pedalata in solitaria mai da solo.
Al ristoro di Radi siamo sui 50 km e mi abbuffo di dolci e thè. Mi ributto sulla strada e al bivio 130/209 sono le 9 e siamo a metà strada. Metto da parte qualunque fantasia riguardo la 209 e prendo a sinistra per Buonconvento. Ci arrivo in pochi minuti e mi ristoro con zuppa di farro e vino.
Ad Asciano altro ristoro notevole: bis di ribollita e chianti. Sono le 11, siamo sui 90 km e l’umore è alto. Mi faccio prestare un telefono per avvisare gli altri che è tutto a posto e che ho dimenticato il mio in casa a Gaiole… Adesso viene il bello: comincia la salita a Monte Sante Marie, troppo dura, mi faccio venti minuti a piedi in mezzo al panorama migliore di tutta la giornata, questa terra è meravigliosa! In cima rimonto in sella riprende il saliscendi, ho anche dei momenti di trance, come quando osservo le gocce di sudore che colano dalla fronte e dal naso, giocano ad evitare il telaio e le scarpe e finiscono a terra, terra bianca, argilla fangosa, creta che riveste le biciclette e che sarà quasi un peccato lavare via.
Arrivo a Castelnuovo per una zuppa di ceci e pane con salsiccia fresca che mi godo nella piazza del paese. E’ l’una e ho fatto 110 km, sto da favola ma appena mi accorgo che sto per addormentarmi al sole riparto. A Madonna di Brolio ultimo check point a 120 km e giù a Gaiole! Ci arrivo alle 14:30, ritiro la medaglia e… il rientro allo stand è memorabile: l’abbraccio di Irene, le foto, i sorrisi e i complimenti di tutti, da chi mi aspettava e da chi non sapeva neanche che avrei pedalato, Ricky, Flavia, Beppe (ti voglio bene!), Julian from Dublin and London and somewhere else, Alexander with its grappa rumena, e ovviamente Teo.
In attesa dei quattro della 209 vado a fare una doccia e poi con Ricky e Flavia partiamo senza averne notizia: Giaigix farà sapere in serata che hanno chiuso alle 21… sono matti questi dell’Eroica! (e stanno già pensando a come farla l’anno prossimo…)
Qui il percorso

La Mia “Legnano”

11 ottobre 2018

Ciclisti DOCG e RiCiclO presenti a La Mia “Legnano”, ciclostorica organizzata da Gianpiero Prinzo in omaggio al marchio riconosciuto in tutto il mondo come simbolo di eccellenza, ma pressochè dimenticato dalla città omonima.
Breve pedalata nei dintorni di Legnano la mattina, pranzo ben riuscito al Mulino Beer Banti di  Canegrate, e conferenza/incontro/proiezione al cinema Ratti nel pomeriggio.
Percorso
Filmato

Top Dolomites Vintage

1 ottobre 2018

Durante L’Ambrosiana del 16 giugno (la peggiore ciclostorica a cui abbia partecipato in questi anni), siamo stati invitati come Ciclisti DOCG a questa prima edizione della Top Dolomites Vintage, domenica 2 settembre 2018. Una gran bella corsa in un’altrettanto bella cornice.
Parto con Teo il sabato pomeriggio e ci troviamo con Giaigix a Madonna di Campiglio per cena.
Le preoccupazioni per il meteo sono fondate: ci svegliamo col brutto tempo, pioggia e freddo ci accompagneranno tutta la mattina.
Si inizia con la discesa da Madonna di Campiglio a Pinzolo e cominciano i problemi: la discesa è ripida e le “macchine” più antiche non tengono la frenata. C’è chi brucia tutti i pattini entro la prima metà, chi li surriscalda e si deve fermare. E Teo, che non vedo più? Mi fermo ad aspettarlo e lo trovo ultimo: deve tenere bassa la velocità per non doversi fermare buttandosi fuori strada… L’acqua e il freddo non aiutano, anch’io ho i polsi doloranti sui freni.
In qualche modo si arriva a valle e comincia il bello: strada secondaria in falso piano e raggiungiamo gli altri alle cascate del Nardis. Una breve sosta per riprenderci e ripartiamo, ancora per strade secondarie e sentieri che si affacciano su panorami meravigliosi (a vederli: in realtà siamo circondati da nuvole e non vediamo granchè).
Ristoro degno dei migliori all’Agritur Maso Pan e ripartenza ancora sotto la pioggia, ora battente: il morale vacilla, accuso la salita, mi informo con il disegnatore del percorso, stiamo salendo al 5%… come faccio a salire a Campiglio, 12 km al 7,5%, se sono già stanco e demoralizzato?
Arriviamo a Pinzolo un po’ snocciolati e ci raduniamo, c’è pronta la navetta per riportarci su a Madonna. Giaigix e Teo decisi a farla in bici come da nostro programma privato, e si accoda Martin, from Transilvania! Io sto meglio, ha smesso di piovere, che faccio, vuoi che non vada? Partiamo belli tonici e un passo dopo l’altro arriviamo su.
Senza questo cimento, per fortuna al sole, sarebbe stata una mezza gita. Un saluto a tutti e ce ne torniamo a casa.
Mi sa che ci rivediamo, da queste parti.
Qui il percorso
Qui il video ufficiale

La Canavesana 2018

13 luglio 2018

Qui il percorso

http://www.lacanavesanadepoca.it/

Pedalata di primavera Ciclisti DOCG

11 maggio 2018

Domenica 22 aprile 2018, da Matteo e Irene a Cimbro.

Percorso

Gran Corsa di Primavera 2018

23 marzo 2018
Un’altra Milano Sanremo anni ’20! La seconda per quanto mi riguarda. Una vacanza in bici dal 14 al 17 marzo. Quest’anno è il gemellaggio C.V.A.-Ciclisti DOCG. Parto con Teo il mercoledì mattina e raggiungiamo Tortona per il ritrovo al “Carrettino”. Già c’è aria di revival, molti partecipanti si conoscono da anni e ne incrocio parecchi anch’io. Sembra una regola non scritta: chi vive una Gran Corsa ci ritorna. Si caricano le bici sul rimorchio del pullman e si va ad Alessandria per il giro di presentazione e la punzonatura: la città ci accoglie con calore e un po’ d’orgoglio, in particolare per le maglie C.V.A. Un giro al Museo “Alessandria Città delle Biciclette”, aperitivo al Bike Bar, e alla fine del pomeriggio rientriamo e aspettiamo la partenza di domani.

 

Giovedì 15 alle 6:30 ritrovo e partenza in pullman per Milano. Alle 10 la partenza in bici dall’Arco della Pace, finalmente! Dopo tutti questi preparativi non vedevo l’ora di pedalare all’aria aperta. Inizia a piovere dalle prime pedalate, e già sul Naviglio Pavese mi accorgo di aver sbagliato qualcosa: inizia un calvario subacqueo che durerà tutto il giorno. Freddo e pioggia mi rendono difficile pensare ad altro. Solo dopo Pavia, complice una tregua del maltempo, riesco a godermi quel fantastico tratto di sterrato che ci porta oltre Voghera e alla cascina Duronetta col suo memorabile ristoro (peccato che quest’anno siamo schiacciati all’interno senza poter godere del portico). Da lì in poi ancora acqua, sempre più insistente, fino al colpo di grazia finale tra Tortona e il Carrettino, fine tappa di oggi. Di corsa in motel per doccia calda e vestiti asciutti! Mai fatto niente del genere, con una sensazione di inesorabile… Ma passiamo oltre!
Qui il percorso

 

Il giorno dopo, venerdì 16, la seconda tappa, da Tortona a Finale Ligure. Tutta un’altra musica! Il cielo è sereno e le gambe rispondono bene, filiamo veloci per pochi km fino al cippo di Costante Girardengo: nel 1918 da lì iniziò la fuga solitaria più lunga (e mai eguagliata) nella storia della Milano Sanremo. Non riesco a non farmi prendere da un’ammirazione sincera per questa gente che in epoche così diverse dalla nostra partiva per imprese che a quei tempi lo erano anche di più. Breve tappa al Museo dei Campionissimi di Novi Ligure e poi Ovada, ristoro e giro cerchio al Bar Trieste e ripartenza verso il Passo del Turchino.
“Stavolta salgo tranquillo” dico a Teo: non voglio fare lo stesso sbaglio dell’anno scorso, quando non riuscendo a stare dietro ai primi mi sono ritrovato solo e controvento, salvato soltanto dall’arrivo degli inseguitori con cui sono salito fino al passo. Ma appena partono non resisto e gli resto sotto, mi illudo di tenere il ritmo ma è solo l’inizio, poi partono davvero! Resto solo come l’anno scorso, ma oggi sono consapevole e rilassato, continuo col mio passo senza cedimenti. A un certo punto raggiungo Nadia, anche lei ormai staccata dal gruppo di testa. La sorpasso e “dai che andiamo insieme!”. Intanto dalle retrovie arriva quello sciupafemmine di Linò, e insieme raggiungiamo Enzo che ha rallentato per aspettare Nadia. Bellissimo: senza troppe parole cominciamo a darci il cambio a tagliare l’aria davanti e arriviamo in cima, uno splendido quartetto in linea sul traguardo allestito dal Gran Staff!
Bellissima anche la discesa verso il mare sull’altro versante, giù come cavalli impazziti e in un attimo siamo a Voltri. Da lì a Finale seguiamo le ciclabili lungo il mare con l’unica sosta a Varazze per l’ultimo ristoro con focaccia e le migliori trofie al pesto della stagione. Arrivati a Finale Ligure invadiamo la piazza e dopo qualche minuto di felicitazioni corriamo in albergo.
Qui il percorso

 

Sabato 17, terza tappa, da Finale Ligure a Sanremo. Oggi non va: parto subito male scendendo in ritardo e vengo accolto da Christian e dalla proverbiale dolcezza per cui è universalmente noto. Ma in realtà sono le gambe che non vanno: sono stanco e stanotte non ho recuperato abbastanza. La strada non mi aiuta, l’Aurelia è come al solito impestata di automobili frenetiche e ingombranti, e in più il cielo è tornato nuvoloso e accuso l’aria fredda. Mi riprendo dopo il ristoro a Laigueglia e riesco a scuotermi con la salita di Capo Berta. Da lì in poi tranquilli fino a Sanremo, ormai sembra di esserci. Arriviamo al traguardo della corsa ufficiale e lo tagliamo un paio d’ore prima dei professionisti. Andiamo al campeggio per doccia e pranzo e ci guardiamo in tv il capolavoro di Nibali. Poi in pullman fino a Tortona e lì, di nuovo sotto la pioggia, ci salutiamo frettolosi, ognuno per la sua strada.
Qui il percorso 

 

Strana questa Gran Corsa: ho passato due giorni su tre pensando che probabilmente non ne farò un’altra, e adesso che l’ho metabolizzata e ne sto scrivendo mi accorgo che sto già pensando alla prossima…