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Eroica 2016

15 ottobre 2016

Domenica 2 ottobre 2016.
Scendo a Gaiole in Chianti il sabato pomeriggio con Guido, raggiungiamo il villaggio eroico appena in tempo per il ritiro del suo pacco gara e un giro veloce tra stand e bancarelle. Più tardi siamo a cena al castello di Castagnoli, trenta persone bene assortite: all’appello si scopre che in quattro faranno la 209 km, in tre la 135; la 75 km la facciamo in quattro, gli altri tutti sulla 46.
Nottata sotto l’acqua, piove dall’ora di cena, speriamo…
Al mattino colpo di scena, Flavia è fuori uso, il tandem non può partire… propongo un rimpasto degli equipaggi: io come secondo pilota sul verdone e Teo sulla anni ’20 ma niente da fare. Non insisto perchè provare la 75 era l’idea fissa degli ultimi giorni. Nel frattempo Gigi e Guido sono già in pista dalle sei. Com’è come non è, anche Teo e Irene non partono… e io mi ritrovo allo stand come un campione: Teo pensa alla Wolter mentre Irene mi fissa il pettorale alla maglia. Così da imbucato clandestino che ero mi ritrovo a partire col numero 391! Si son fatte le nove, Mauro mi sta aspettando poco dopo i tornelli della partenza, andiamo insieme, siamo in quattro. Due li perdiamo dopo cinque minuti. Poi sulla salita al castello di Brolio Mauro parte, non gli sto dietro e non lo vedo più fino alle quattro del pomeriggio…
Gran giornata: sono andato col mio passo, in solitudine ma sempre con qualcuno intorno. Ritmo e slancio, cadenza e fatica, borghi e paesaggi. Due ristori al momento giusto: a mezzogiorno al km 40 acqua e fette di pane (con olio e sale o vino e zucchero), alle 14 sui 60 km ribollita e chianti. Arrivo alle 16 dopo sette ore di cui sei in sella. Le salite più accessibili aggredite con pedalata fluida e veloce, quelle dure affrontate con rispetto e concentrazione, quando poi la pendenza è troppa mi inchino, cioè scendo e cammino. Le discese tutte a tuono. La anni ’20 fila senza esitazioni, potrebbe essere un vero inizio.
A fine gara mi sento il ritratto della soddisfazione, stanco morto e col sorriso stampato sulla faccia. Rientro al campeggio e mi faccio una doccia che potrei dormirci dentro. Cenetta in bungalow stretti stretti con champagne e patatine. Dopo cena al ristorante del campeggio con ammazzacaffè vari e a letto presto.
Il giorno dopo si attraversa la Val d’Elsa diretti a Casale Marittimo. Destinazione fiorentina, anche se con la mia reazione allo scherzo (“è finita”) stavo per perdere il rispetto degli amici… rientro a casa sempre troppo lungo, tanto varrebbe mettere il muso del mezzo sulla prossima destinazione…

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