Archive for luglio 2016

Reno 3

22 luglio 2016

Pronti i cerchi rossi, anche loro montati in terza l’anteriore e in quarta il posteriore.
La Chiorda quindi accantona lo scatto fisso e inizia il suo allestimento turismo. Mancano ancora cambio e deragliatore. Oltre a portapacchi, parafanghi, borse, luci…
Anche la destinazione si sta ridefinendo: dal viaggio sul Reno al giro del lago di Costanza.
Un passo alla volta.

http://www.bikeitalia.it/la-pista-ciclabile-del-lago-di-costanza/

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Anni ’20

21 luglio 2016

Domenica 3 luglio 2016: dopo il rientro dalle vacanze è tempo di passare a salutare la mamma.
Fa caldo, non ho voglia di uscire in moto. Seguo il provvidenziale suggerimento di Annalisa e il pomeriggio si trasforma da “col casco in tangenziale” a “in città sulla anni ’20”.
Scendo in Porta Garibaldi e mi guardo un po’ Milano con calma: Brera, Piazza della Scala, Piazza Duomo, via Festa del Perdono, Porta Romana. Sembra una domenica a piedi, la città vuota di auto è piena di turisti.
La bici si comporta bene, è vero che il percorso è breve, ma sono comunque soddisfatto della risposta sul pavé.
Il ritorno è più impegnativo: parto da casa dell’Olimpia alle otto e un quarto, ancora in piena luce. Circonvallazioni, Darsena e tagli vari fino a piazza Piemonte, poi via Marghera e fuori in Forze Armate fino al Parco delle Cave. Il telefono é scarico e comunque non ho più voglia di far foto, adesso mi godo la pedalata.
Esco in velocità dal parco ma all’attacco del ponte azzurro di via Novara carico troppo sui pedali e la e farfalla lato catena cede: ruota storta, copertura frenata sul fodero e catena giù… Rimonto tutto e già che ci sono dò una tiratina ai raggi per centrare il cerchio.
Entro nel Bosco in città alle nove, una tempesta di moscerini, conigli come se piovesse e due aironi, che si spostano più lontano dal sentiero con due colpi d’ala ma non volano via. Magnifici.
Nel passaggio di fianco alla roggia, il punto più selvatico del corridoio verde, l’imbrunire diventa quasi buio. Ormai sono a Rho, punto la stazione e prendo il treno verso le dieci, pochi minuti e sono a Legnano, casa. Ah! la mamma sta bene.

La Canavesana

7 luglio 2016

Articolo di Irene, io non c’ero… E’ un onore cara!

“La mia prima vera ciclostorica.
Sabato 4 giugno 2016, dopo aver rinunciato a quattro giorni di mare, partiamo io, Matteo e Andrea (appassionato di granfondo alla sua prima esperienza vintage) alla volta di Albiano d’Ivrea con il meteo che non promette niente di buono.
Mi sono fatta convincere ad iscrivermi al “Percorso classico” di 56 km invogliata dall’ “Aperitivo al…la Canavesana” percorso gourmet di 25 km e dalla cena “La notte delle masche” al castello di Albiano entrambi in calendario per il sabato.
Viaggiamo accompagnati da un’alternanza di nuvole e pioggia e prima dell’uscita dall’autostrada siamo investiti da un acquazzone che ci lascia senza parole.
Al campo sportivo di Albiano, ritrovo della manifestazione, dove gli organizzatori stanno ancora allestendo il tutto siamo tra i primi ad arrivare.
Verso le 3 si è formato un eterogeneo gruppo di persone: partecipanti alla ciclostorica di domenica, accompagnatori, gli organizzatori dell’evento, tutti pronti ad affrontare il percorso gourmet tra le campagne della zona fino a Ivrea con visita del centro storico e gustoso aperitivo in agriturismo.
La sera super cena al castello dove tutto è addobbato a tema delle streghe, le masche; noi della Canavesana mangiamo tutti insieme su due lunghi tavoloni e così mi capita di chiacchierare con il partecipante più anziano alla corsa, un arzillo signore di 84 anni, che mi racconta un sacco di aneddoti sulle sue tante esperienze in bicicletta.
Domenica mattina sveglia presto, alla partenza respiro l’aria vintage che già avevo assaporato all’Eroica di ottobre e sono contenta di essere lì, iscritta con la mia Motobecane verde fiammante emozionata alla firma del registro partenti.
Il meteo tiene e … via partiti alla volta del castello di Masino dove si trova il primo ristoro.
L’andatura del gruppo è troppo sostenuta per il mio scarso allenamento e ben presto resto indietro affiancata però da Matteo che mi aspetta e rallenta alla mia velocità; Andrea va ma lui è un ciclista allenato e va bene così.
Attraversiamo le campagne su strade sterrate rese a tratti fangose delle forti piogge dei giorni precedenti; all’inizio sembra tutto un dolce saliscendi fino all’inizio della salita per il castello: una strada sterrata tutta in salita in un bosco con una ventina di simpatici tornanti resi viscidi da foglie e pioggia
C’è solo una possibilità: scendere e spingere la bici fino in cima alla salita dove, sfortuna di tutte le sfortune, riesco pure a bucare!!! Il pronto intervento di Matteo (il mec del nostro gruppo eroico) è provvidenziale e raggiungiamo così il ristoro al castello dove ormai stavano quasi per sbaraccare.
Da qui inizia un lunghissimo tratto di bellissima discesa tra verdi paesaggi e il lago di Viverone, ma i km che iniziano a farsi sentire e le nuove salite (vogliamo parlare del muro con pendenza, per me, almeno del 20%) minano sia la mia resistenza fisica che il mio morale e inizio a pensare di essermi sopravvalutata e di non farcela.
Al bivio tra percorso classico e lungo sbagliamo pure strada, ma alla fine riusciamo ad arrivare e centro il mio ambizioso obiettivo: arrivare in fondo e riuscire a farlo prima degli ultimi che hanno scelto di fare il percorso lungo! Per me una grande soddisfazione.
All’arrivo ritrovo i compagni del giro enogastronomico di sabato che vengono ad informarsi della mia gara ed a farmi i complimenti, come sempre alle ciclostoriche una bellissima atmosfera e tante emozioni; devo dire che essendo un gruppo molto più ristretto (non più di 300 partenti) ho avuto occasione di conoscere persone e personaggi e condividere un po’ delle mie fatiche.
Ora sto riflettendo se lanciare la sfida all’Eroica di ottobre per cercare, questa volta, di arrivare in fondo alla “passeggiata” intorno a Gaiole.
Ringrazio Diego di ospitarmi tra i viaggiatori erranti. Irene”

http://www.lacanavesanadepoca.it/