Valle Olona e Campo dei Fiori

18 gennaio 2021

25 ottobre 2020.
Valle Olona e Campo dei Fiori con la Ciclocross Docg.
All’andata fino a Castiglione Olona con Riccardo e Carlo.
Da lì in poi in solitaria, molto sofferta la salita, al Belvedere molto freddo.
Del ritorno c’è anche il link del percorso su Strava.

Tornavento

7 gennaio 2021

Domenica 13 dicembre 2020, fa freddo ed è una bella giornata di sole.
Uscita con Enrico, ci facciamo un po’ di fango nel Parco Alto Milanese con fuoriuscita su Villoresi e Naviglio Grande fino a Tornavento. Piadina, birra e ritorno.
Percorso

La Turri a scatto fisso

5 gennaio 2021

Telaio 26″ riverniciato rosso.
Recuperate le meccaniche del movimento centrale e la serie sterzo originali.
Bocciato dal Cugg il cerchio anteriore bianco procediamo in total black: ruota posteriore Gipiemme a scatto fisso/ruota libera, l’anteriore un cerchio Nisi.
Pipa ITM e manubrio neri, così come sella e pedali.
Confermate la guarnitura della Chiorda (con copricatena rosso o nuda?) e la catena bianca.
Altro bianco saranno le manopole e le guaine dei freni.
Eh sì, mancano ancora i freni, adesso vediamo…

Lavori in corso 2020

23 novembre 2020

Intanto si lavora in Ciclofficina con RiCiclO

E su altri progetti e idee per una scatto fisso e una contropedale

Aida Est – da Verona a Trieste

19 novembre 2020

Vacanza di famiglia, quest’anno a pedali, sette giorni in bici tra il 16 e il 27 agosto. Ci orientiamo sulla ciclovia Aida, Alta Italia Da Attraversare, progetto di Fiab a cui mi sono interessato durante l’inverno 2019 e che nel frattempo ha prodotto una guida cartacea (Aida Est, Ediciclo Editore), le tracce GPX e una app ufficiale, che ho trovato utile quando non indispensabile.
Domenica 16, partiamo per Verona dove ci incontriamo col Gallo ed Elena per una cena prepartenza propiziatoria. Bella serata, e dopo i saluti rientriamo in auto in albergo. O almeno questa era l’idea, ma al primo incrocio sbaglio la svolta e prendo il marciapiede, taglio la gomma posteriore e resto lì, sbigottito, a contemplare il capolavoro. E adesso? Torniamo in albergo in bici? Ma no, svuotiamo il bagagliaio e montiamo il ruotino d’emergenza. Peccato che al primo dado mi si spezza la chiave sotto i piedi… Va bene, rientriamo in bici, porco di qui, porco di là, prepariamo tutto e ci facciamo in notturna la prima minipedalata della vacanza: dal centro di Verona alla profonda periferia sud.
Il giorno dopo, sbrigata la pratica gomma-auto-meccanico locale, si parte! Puntiamo l’Arena e da lì seguiamo i cartelli e l’app diretti a Vicenza. A parte il temporale e qualche chicco di grandine a Soave va tutto bene, ma la partenza tardiva e il meteo ci costringono a fermarci a Montecchio Maggiore, qualche km prima del finale di tappa.
Vicenza la intravediamo all’ora di pranzo del giorno dopo, pranziamo alla “Gabbia dei matti” e proseguiamo senza intoppi fino a Padova, che mi sorprende per gli ampi spazi urbani e la ciclabilità diffusa.
Mercoledì 19 puntiamo Venezia, dove arriviamo percorrendo la ciclabile del ponte sulla laguna pieni di curiosità, e sollevati dallo scampato pericolo sui mega raccordi di Mestre a causa dei passaggi ciclabili introvabili…
Due giorni di Bike Park per goderci la città a piedi e poi ripartiamo diretti a Treviso, una bella tappa lungo il Sile ma con troppe forature: la sera cambio i copertoni e in un niente trasformo la Chiorda in una vera bici da randonnée!
Sabato 22 la tappona madre: Treviso Pordenone, 88km per fortuna con poco sterrato e senza il vento contrario che ci ha accompagnato spesso nei giorni scorsi.
Da lì a Udine e poi l’ultima tragica tappa (con rientro parziale da Cormons in treno) fino a Trieste, dove ci fermiamo un paio di giorni.
Giovedì 27 torniamo a Verona in treno, recuperiamo l’auto e rientriamo a casa.
Belle le tappe, stupende le città. Piacevole il contrasto tra l’ambiente agricolo/naturale dei percorsi e quello urbano delle soste.

Ecco le tappe in dettaglio su Strava:

  1. Verona Montecchio Maggiore
  2. Montecchio Maggiore Vicenza Padova
  3. Padova Venezia
  4. Venezia Treviso
  5. Treviso Pordenone
  6. Pordenone Udine
  7. Udine Trieste

Aviatico anni ’20

16 novembre 2020

Sabato 01/08/2020, Legnano Aviatico con la Wolter, giornata memorabile: con 35 gradi forse la lana non è stata una grande idea…
Percorso

Post Covid – atto primo

16 novembre 2020

Primavera-estate 2020, si pedala con la mascherina: qualche foto e i percorsi delle uscite preparatorie in vista della vacanza sui pedali che ci aspetta in agosto.

17/05/2020 – Villoresi

28/06/2020- Tornavento

05/07/2020 – Tornavento Malvaglio Arconate
(1° parte)
(2° parte)

L’Artica 2020

28 gennaio 2020

Domenica 26 gennaio, giornata stupenda a Lonigo!
Artica sempre bella: compagnia ottima già dal sabato sera, con Albertone nuovo entrato nei Docg, Teo e Irene, Riky e Giaigix.
Ci si trova in albergo a San Bonifacio e subito a cena a Soave. A letto presto e la mattina dopo in ordine sparso a Lonigo.
Solita mezz’ora di attesa pre-partenza ma il freddo è meno pungente degli altri anni. Troviamo Guido e Alberto CVA, mentre di Davide Gallina nessuna traccia… Alberto lo chiama ma si sa: probabilmente accenderà il telefono domani!
Si parte tutti insieme, si sfila uscendo dal paese e si percorrono strade senza tempo, oggi non c’è nebbia ma siamo comunque avvolti da un velo soffuso. A una decina di km c’è il bivio, Teo e Irene sul tandem Graziella prendono per il corto, noi altri proseguiamo e al primo ristoro ci raggruppiamo intorno a polenta, salame e formaggio, con tè e vin brulè, iniziamo bene. Riky è determinato a non fare da zavorra e si avvia per primo, non l’ho mai visto così agguerrito, farà tutto il giorno in fuga. Nel frattempo abbiamo trovato il Gallo che ci aspettava, serafico e sorridente.
Andiamo, prime salite sterrate, qualche tratto a piedi. La Gardner si comporta benissimo ma il 46×20 è sempre duro. Un tratto stupendo tra la villa e il secondo ristoro, anche qui devo scendere di sella ma tutto intorno è uno spettacolo! Al ristoro trippa e panmojo, con vino rosso. Via di nuovo fino al terzo ristoro, vero obbiettivo di ogni Artica: piazza panoramica, pancetta e croste di grana alla griglia, polenta e baccalà, stavolta con vino bianco.
Siamo rimasti in 4, io Albertone, Giaigix e il Gallo: Riky sempre in fuga, Guido e Alberto si sono sfilati per fretta e problemi meccanici. Ci avviamo verso Lonigo, basta salite, comincio a essere stanco e il raggio di sole che ci ha accompagnato un’oretta è già sparito. Arriviamo alle 15, troviamo Teo e Irene, un po’ di festa, saluti, sorrisi, un caffè e alla prossima!
Percorso

 

New Gardner – 1925

13 gennaio 2020

La nuova arrivata! Mi piace da subito per come è allungata in avanti, e dopo un iniziale perplessità sulla posizione in sella, mi abituo ad usarla sul circuito urbano breve: con il solo freno posteriore, inefficiente, non mi fido a fare di più.

Nel frattempo ho la conferma che il rapporto 46×20 necessita di buone gambe, ma al momento non ho fretta di cambiare il pignone. Non ancora, almeno.

Cambio la sella e aspetto Teo per i freni: finalmente riusciamo a combinare e raddoppiamo, aggiunta freno anteriore e taratura freno posteriore.

Possiamo provarla, con Riky facciamo un giro tra Cimbro, Ternate, Travedona, Ranco, Angera Sesto Calende e Corgeno, con poco dislivello ma il giusto per provare il mezzo e le gambe.

Tutto bene, fine mese all’Artica!

Percorso

Mezzomerico Forest Race 2019

20 novembre 2019
Escalation di emozioni al Trail di Mezzomerico 2019, domenica 17 novembre.
Sono iscritto alla 26 km, e determinato.
Piove già dall’inizio, ma poco, quel tanto che basta a farmi credere uno che ci crede.
Attrezzatura perfetta, non sento freddo e non sono neanche troppo coperto.
Ristoro degli 8 km, tutto bene, si viaggia bene.
Poi comincia a piovere seriamente, e andrà avanti così per due ore buone.
Dopo il ristoro dei 14 km sbaglio strada insieme ad altri, momento di confusione, si vedono corridori in due punti diversi, chiedo, gli altri sono quelli del percorso corto, ok torniamo indietro, per recuperare la via giusta attraversiamo un campo, entro deciso in una pozzanghera, ma è alta un metro, mi ritrovo immerso fino alle ascelle! e dopo la sorpresa del tuffo mi stupisco pure che sia acqua pulita. Volano bestemmie, sono arrabbiato, ma più che altro con me stesso, riprendo a correre, mi dico che sono a poco più di metà, si può fare, mi sento ancora lucido.
E invece sono stanco, le mani cominciano a patire il freddo, nonostante i km percorsi il corpo non scalda abbastanza.
Al 18 km, sentiero stretto nel bosco, prendo una radice e finisco orizzontale in 30 cm di fango. Mi incazzo come una bestia, da lì in poi vivo il completo disastro.
Piedi gelati, il sinistro dolorante da un po’ per le dita compresse, scarpe bocciate sui lunghi percorsi. Dopo il ristoro dei 23 km il colpo di grazia: ne faccio altri cinque, sempre più incazzato perchè è tutto sbagliato, troppa acqua, dovevano chiudere i percorsi, così è impraticabile, troppi chilometri, perchè non arrivo? Sono a 28 e dovevano essere 26, hanno pure tracciato male il percorso, ‘sti coglioni! Non dovrei essere qui, c’erano almeno 1000 alternative migliori per passare il tempo!
Questo penso dopo tre ore e mezzo che corro, queste sono le risposte che non troverò mai neanche correndo otto ore: non tanto come organizzare la mia vita, quanto il sapere che non la posso cambiare. Poi vedo il ristoro! Ma come?! Ancora?! È quello di prima! Com’è possibile? È possibile perchè il coglione sei tu, hai sbagliato strada e hai girato in tondo per 5 km. Adesso ne mancano ancora tre, te li fai con la scorta del servizio scopa in bici, arrivi ultimo tra gli ultimi, ed è l’ultimo dei tuoi pensieri.
Fai una bella doccia fredda e ti perdi il panino con la salamella perchè ormai hanno sbaraccato.
In compenso un trattore ti tira fuori l’auto dal campo palude dove hai parcheggiato.
Un’ora in macchina col riscaldamento a palla e non riesci a scaldarti.
Poi, con calma, in serata, riuscirai a fare mente locale sulla giornata (bella -proprio- non direi, ma senz’altro memorabile) e sui tuoi errori. E a scrivere due righe per chi mai volesse saperne qualcosa.
Qui il percorso