Mezzomerico Forest Race 2019

20 novembre 2019
Escalation di emozioni al Trail di Mezzomerico 2019, domenica 17 novembre.
Sono iscritto alla 26 km, e determinato.
Piove già dall’inizio, ma poco, quel tanto che basta a farmi credere uno che ci crede.
Attrezzatura perfetta, non sento freddo e non sono neanche troppo coperto.
Ristoro degli 8 km, tutto bene, si viaggia bene.
Poi comincia a piovere seriamente, e andrà avanti così per due ore buone.
Dopo il ristoro dei 14 km sbaglio strada insieme ad altri, momento di confusione, si vedono corridori in due punti diversi, chiedo, gli altri sono quelli del percorso corto, ok torniamo indietro, per recuperare la via giusta attraversiamo un campo, entro deciso in una pozzanghera, ma è alta un metro, mi ritrovo immerso fino alle ascelle! e dopo la sorpresa del tuffo mi stupisco pure che sia acqua pulita. Volano bestemmie, sono arrabbiato, ma più che altro con me stesso, riprendo a correre, mi dico che sono a poco più di metà, si può fare, mi sento ancora lucido.
E invece sono stanco, le mani cominciano a patire il freddo, nonostante i km percorsi il corpo non scalda abbastanza.
Al 18 km, sentiero stretto nel bosco, prendo una radice e finisco orizzontale in 30 cm di fango. Mi incazzo come una bestia, da lì in poi vivo il completo disastro.
Piedi gelati, il sinistro dolorante da un po’ per le dita compresse, scarpe bocciate sui lunghi percorsi. Dopo il ristoro dei 23 km il colpo di grazia: ne faccio altri cinque, sempre più incazzato perchè è tutto sbagliato, troppa acqua, dovevano chiudere i percorsi, così è impraticabile, troppi chilometri, perchè non arrivo? Sono a 28 e dovevano essere 26, hanno pure tracciato male il percorso, ‘sti coglioni! Non dovrei essere qui, c’erano almeno 1000 alternative migliori per passare il tempo!
Questo penso dopo tre ore e mezzo che corro, queste sono le risposte che non troverò mai neanche correndo otto ore: non tanto come organizzare la mia vita, quanto il sapere che non la posso cambiare. Poi vedo il ristoro! Ma come?! Ancora?! È quello di prima! Com’è possibile? È possibile perchè il coglione sei tu, hai sbagliato strada e hai girato in tondo per 5 km. Adesso ne mancano ancora tre, te li fai con la scorta del servizio scopa in bici, arrivi ultimo tra gli ultimi, ed è l’ultimo dei tuoi pensieri.
Fai una bella doccia fredda e ti perdi il panino con la salamella perchè ormai hanno sbaraccato.
In compenso un trattore ti tira fuori l’auto dal campo palude dove hai parcheggiato.
Un’ora in macchina col riscaldamento a palla e non riesci a scaldarti.
Poi, con calma, in serata, riuscirai a fare mente locale sulla giornata (bella -proprio- non direi, ma senz’altro memorabile) e sui tuoi errori. E a scrivere due righe per chi mai volesse saperne qualcosa.
Qui il percorso

 

Eroica 2019

11 ottobre 2019

6 ottobre 2019, Gaiole in Chianti, h. 4:30, si parte: comincia un’altra Eroica.

Pochi minuti e pedalo nel buio sotto una stellata pazzesca. Quest’anno non sono da solo: la retroguardia del gruppo è più lenta dell’anno scorso e comunque già dall’inizio sono in squadra con Davide Gallina, il Gallo, ultramaratoneta con fisique du role e bici perfetta, passerà tutto il giorno a farsi notare e fotografare. La salita tra le fiaccole al Castello di Brolio è sempre suggestiva, e arrivati in cima scendiamo piano sullo sterrato, è ancora buio. La stellata è ancora incredibile, oggi niente nuvole, pedaleremo al sole. Dopo due ore inizia ad albeggiare, poi per un po’ filiamo in un paesaggio di nebbia soffusa, e alla fine esce un sole tiepido che pian piano inizia a scaldarci.

Alle 9 arriviamo al bivio 135/209, quest’anno si va a destra. Foto copertina e via subito! La salita per Montalcino è dura, scendiamo dalle bici, serve anche per risparmiare energie, dai retta a me, segui i consigli del Gallo. Ci arriviamo alle 11 e il ristoro è valido, bisogna tenere a bada la stanchezza che comincia a far parte della giornata. Davide ha problemi meccanici: il filo del freno anteriore salta via dalla leva, i pattini frenano poco, la gomma posteriore tende a sgonfiarsi. Ma sono dettagli, niente di serio (a parte che ha aperto una scarpa per frenare). Scendiamo da Montalcino, ma in realtà è il solito saliscendi tipico di qui. Altra salita a Lucignano d’Asso dove ci aspetta il controllo. Sono passate 8 ore e siamo a metà strada, ecco che arriva il momento di crisi: quanto ci vorrà per il resto? Vuoi dire che stavolta ho esagerato? Potevo restare sul 135… aumenta il caldo, si sente la fatica. Voglia fame urgenza paura. Ma tu pedala, corri. Sì.

Arriviamo a Buonconvento alle 14, il ristoro è necessario e la zuppa di farro strepitosa. Davide cambia i pattini dei freni e ripartiamo. Comincia il tratto che dall’anno scorso ricordo come il più bello, e lo confermo: 20 km fino ad Asciano per una ribollita (due va’!) e un bicchiere di rosso, poi altri 20 con la salita delle Sante Marie (a piedi) fino a Castelnuovo Berardenga, dove arriviamo appena in tempo per non farci deviare sul percorso medio. Sono le 18 e ci sale un’adrenalina nuova, non dobbiamo perdere altro tempo, c’è un’altra deviazione alle 19 a Pianella: Davide e Marco, che ci accompagna dalle Sante Marie, sono un po’ preoccupati, io confido di arrivarci senza problemi. Ecco il bivio! Su a destra, dai veloce! Dov’è il timbro? Non c’è controllo, solo deviazione in caso di ritardo, siamo a posto. Ok allora! Da qui puntiamo Radda in Chianti con una salita lunga ma meno dura del previsto, i pedali girano regolari, affianchiamo qualcuno che poi ci sta dietro, quelli che ci raggiungono restano con noi, io mi trovo comunque davanti, sorpreso e divertito: a parte le gambe che urlerebbero su pendenze più dure, ormai ho la sensazione di poter andare avanti a oltranza, tranquilli ragazzi, vi porto io! Davide ci sei? Sì. Marco? Eccomi. Dai che andiamo! A Radda troviamo l’ultimo checkpoint, sono le 20:45 e ci riposiamo qualche minuto. Ultimi 10 km nel buio più totale, tutti in silenzio, raccolti nelle nostre emozioni e stanchezze.

Entriamo a Gaiole in un’atmosfera rilassata, poca gente in orario dopocena, chi è qui sta aspettando noi ultimi eroici e ci fa un po’ di festa. Medaglia, foto, e ciao, è stato un onore pedalare con voi, ma adesso basta. Andiamo. Ci sentiamo, io vado. Ciao

Percorso

Ciclovia del Danubio

30 agosto 2019

Domenica 11 agosto 2019: parto in treno con Giulia per Monaco di Baviera, dove in serata ci incontriamo col Borrelli e Andrea per raggiungere il giorno dopo Passau, punto di partenza della nostra settimana sui pedali lungo il Danubio. Qui troviamo ad aspettarci Andreas, Chiara, Lea e Mattia. Ingraniamo subito, andiamo a ritirare le bici e dopo cena ci conosciamo anche come giocatori di carambola e calcio balilla. Il giorno dopo si parte alla grande con un concerto imprevisto al Duomo di Passau.
Poi si parte davvero, destinazione Vienna!
Un bel viaggio di 350 km in 7 giorni.
Qui sotto le tappe in dettaglio e qualche foto sparsa

13 agosto – Passau Kobling
14 agosto – Kobling Schlogen Aschach
15 agosto – Aschach Linz
16 agosto – Linz Mauthausen Mitterkirchen
17 agosto – Mitterkirchen Grein Ybbs
18 agosto – Ybbs Melk Krems
19 agosto – Krems Tulln Vienna

La Canavesana 2019

5 giugno 2019

Domenica 2 giugno.
Dopo la Gran Corsa mi sono ritrovato con la wolter anni ’20 ancora zoppa: forcella crepata (di nuovo!), due raggi rotti sulla ruota posteriore, tubolari da cambiare… forcella spedita ai chirurghi di HBM e smontaggio totale per revisione generale.
Movimento centrale ingrassato, serie sterzo rimontata attorno alla forcella rientrata in gran forma, ruote revisionate, e rimontato il tutto.
Giornata stanca e pedalata non troppo goduta per motivi vari, tutt’altra musica rispetto all’esaltazione dell’anno scorso, ma comunque con Teo, in buona compagnia.
Percorso

Valle Olona e Campo dei Fiori

5 giugno 2019

20 aprile 2019, con Silvia e Aldo dirottati su Villa Panza, e Beppe, mitico!

Percorso

Gran Corsa di Primavera 2019

27 marzo 2019

21-22-23 marzo 2019, un’altra Milano Sanremo in anni ’20.
Tre giorni di fatica e divertimento, cultura e folklore, persone, ciclomeccanica, sole, vino e mare.

1 tappa: Milano-Tortona
2 tappa: Tortona-Finale Ligure
3 tappa: Finale Ligure-Sanremo

La Cervini

27 marzo 2019

La vedo sulla chat del mercatino usato nuovo e subito la prenoto per Elena: con uno stemma così non potevo mica farmela scappare.
Con calma la recupero da Teo e la porto a casa.
Poi scopro le prime magagne, tutto sommato limitate al cerchio posteriore sfondato.
Lo cambio con uno equivalente, ma in acciaio come l’anteriore, e faccio un controllo generale: pulizia essenziale, cambio catena, cambio pattini dei freni, cavi e guaine, e litri di svitol per sbloccare la dinamo, il mio pezzo preferito.
Intanto Elena si procura una sella Brooks e mi commissiona il portapacchi.
Alla fine mi rimane l’impianto elettrico: una volta sbloccata la dinamo non resta che provare, cambio i fili e funziona! Con una gemma così (fanalino posteriore) la spaccio per una anni ’50.
Cervini chiama Cervini, se ne vanno in giro per Legnano.

Campo dei Fiori

20 marzo 2019

Sabato 9 marzo, in solitaria sulla anni ’20.
Pronti per la Gran Corsa di Primavera!
Percorso

Artica 2019

22 febbraio 2019

Domenica 27 gennaio 2019
Percorso

Lago d’Endine

22 febbraio 2019

Domenica 30 dicembre 2018
Percorso