Ciclocross DOCG

20 luglio 2018

14 luglio 2018, sabato mattina, ore 7:15: parto per raggiungere Teo a Castiglione Olona, arrivo con la MTRoad alla fine della ciclabile della Valle Olona e andiamo in furgone a Varese. Qui il professore estrae l’ultima fuoriserie dei Ciclisti DOCG, la mia nuova cicloross.
Collaudo, messa in strada, test drive, battesimo, chiamalo come vuoi, è stato un bel pedalare: Sacro Monte e Campo dei Fiori. Teo in grazia di dio, sale con il 44:22 della sua anni ’20 come se fosse sul Turchino. Anch’io ho una guarnitura singola da 44 denti (ovale, viola, non dico altro): la solidarietà e l’orgoglio mi impongono di non sfruttare i rapporti posteriori oltre il 24, ma fatico a stargli dietro. Arriviamo in cima belli soddisfatti, io parecchio stanco, Teo gasato da matti (non vede l’ora di salire l’Alpe d’Huez).
Discesa bella come sempre, ho un nuovo grande mezzo, Teo!
Percorsi:
Valle Olona
Campo Dei Fiori

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La Canavesana 2018

13 luglio 2018

Qui il percorso

http://www.lacanavesanadepoca.it/

Destra Po con RiCiclO

11 maggio 2018

28-30 aprile 2018, da Ferrara al Delta del Po e ritorno.

Qui i link a foto e percorsi

Pedalata di primavera Ciclisti DOCG

11 maggio 2018

Domenica 22 aprile 2018, da Matteo e Irene a Cimbro.

Percorso

Castelseprio con RiCiclO

11 maggio 2018

Lunedì 2 aprile 2018: grande Gita di Pasquetta a Castelseprio!

Percorso e foto andata
Percorso e foto ritorno

Foto sulla pagina FB di RiCiclO

Parco dell’Oglio Nord

11 maggio 2018

Domenica 18 febbraio 2018: si ripropone un’uscita errante come ai vecchi tempi.
Del quartetto base manca il Donà, in compenso si è aggiunto Luca.
E’ passato un po’ di tempo: ricordo solo un gran freddo e un bel percorso al riparo dal traffico, almeno fino al lago d’Iseo, che costeggiamo in minima parte cercando un ristorante. Riso con persico come lo faceva mia nonna e vino locale, ottimo!
Qui il percorso

Gran Corsa di Primavera 2018

23 marzo 2018
Un’altra Milano Sanremo anni ’20! La seconda per quanto mi riguarda. Una vacanza in bici dal 14 al 17 marzo. Quest’anno è il gemellaggio C.V.A.-Ciclisti DOCG. Parto con Teo il mercoledì mattina e raggiungiamo Tortona per il ritrovo al “Carrettino”. Già c’è aria di revival, molti partecipanti si conoscono da anni e ne incrocio parecchi anch’io. Sembra una regola non scritta: chi vive una Gran Corsa ci ritorna. Si caricano le bici sul rimorchio del pullman e si va ad Alessandria per il giro di presentazione e la punzonatura: la città ci accoglie con calore e un po’ d’orgoglio, in particolare per le maglie C.V.A. Un giro al Museo “Alessandria Città delle Biciclette”, aperitivo al Bike Bar, e alla fine del pomeriggio rientriamo e aspettiamo la partenza di domani.

 

Giovedì 15 alle 6:30 ritrovo e partenza in pullman per Milano. Alle 10 la partenza in bici dall’Arco della Pace, finalmente! Dopo tutti questi preparativi non vedevo l’ora di pedalare all’aria aperta. Inizia a piovere dalle prime pedalate, e già sul Naviglio Pavese mi accorgo di aver sbagliato qualcosa: inizia un calvario subacqueo che durerà tutto il giorno. Freddo e pioggia mi rendono difficile pensare ad altro. Solo dopo Pavia, complice una tregua del maltempo, riesco a godermi quel fantastico tratto di sterrato che ci porta oltre Voghera e alla cascina Duronetta col suo memorabile ristoro (peccato che quest’anno siamo schiacciati all’interno senza poter godere del portico). Da lì in poi ancora acqua, sempre più insistente, fino al colpo di grazia finale tra Tortona e il Carrettino, fine tappa di oggi. Di corsa in motel per doccia calda e vestiti asciutti! Mai fatto niente del genere, con una sensazione di inesorabile… Ma passiamo oltre!
Qui il percorso

 

Il giorno dopo, venerdì 16, la seconda tappa, da Tortona a Finale Ligure. Tutta un’altra musica! Il cielo è sereno e le gambe rispondono bene, filiamo veloci per pochi km fino al cippo di Costante Girardengo: nel 1918 da lì iniziò la fuga solitaria più lunga (e mai eguagliata) nella storia della Milano Sanremo. Non riesco a non farmi prendere da un’ammirazione sincera per questa gente che in epoche così diverse dalla nostra partiva per imprese che a quei tempi lo erano anche di più. Breve tappa al Museo dei Campionissimi di Novi Ligure e poi Ovada, ristoro e giro cerchio al Bar Trieste e ripartenza verso il Passo del Turchino.
“Stavolta salgo tranquillo” dico a Teo: non voglio fare lo stesso sbaglio dell’anno scorso, quando non riuscendo a stare dietro ai primi mi sono ritrovato solo e controvento, salvato soltanto dall’arrivo degli inseguitori con cui sono salito fino al passo. Ma appena partono non resisto e gli resto sotto, mi illudo di tenere il ritmo ma è solo l’inizio, poi partono davvero! Resto solo come l’anno scorso, ma oggi sono consapevole e rilassato, continuo col mio passo senza cedimenti. A un certo punto raggiungo Nadia, anche lei ormai staccata dal gruppo di testa. La sorpasso e “dai che andiamo insieme!”. Intanto dalle retrovie arriva quello sciupafemmine di Linò, e insieme raggiungiamo Enzo che ha rallentato per aspettare Nadia. Bellissimo: senza troppe parole cominciamo a darci il cambio a tagliare l’aria davanti e arriviamo in cima, uno splendido quartetto in linea sul traguardo allestito dal Gran Staff!
Bellissima anche la discesa verso il mare sull’altro versante, giù come cavalli impazziti e in un attimo siamo a Voltri. Da lì a Finale seguiamo le ciclabili lungo il mare con l’unica sosta a Varazze per l’ultimo ristoro con focaccia e le migliori trofie al pesto della stagione. Arrivati a Finale Ligure invadiamo la piazza e dopo qualche minuto di felicitazioni corriamo in albergo.
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Sabato 17, terza tappa, da Finale Ligure a Sanremo. Oggi non va: parto subito male scendendo in ritardo e vengo accolto da Christian e dalla proverbiale dolcezza per cui è universalmente noto. Ma in realtà sono le gambe che non vanno: sono stanco e stanotte non ho recuperato abbastanza. La strada non mi aiuta, l’Aurelia è come al solito impestata di automobili frenetiche e ingombranti, e in più il cielo è tornato nuvoloso e accuso l’aria fredda. Mi riprendo dopo il ristoro a Laigueglia e riesco a scuotermi con la salita di Capo Berta. Da lì in poi tranquilli fino a Sanremo, ormai sembra di esserci. Arriviamo al traguardo della corsa ufficiale e lo tagliamo un paio d’ore prima dei professionisti. Andiamo al campeggio per doccia e pranzo e ci guardiamo in tv il capolavoro di Nibali. Poi in pullman fino a Tortona e lì, di nuovo sotto la pioggia, ci salutiamo frettolosi, ognuno per la sua strada.
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Strana questa Gran Corsa: ho passato due giorni su tre pensando che probabilmente non ne farò un’altra, e adesso che l’ho metabolizzata e ne sto scrivendo mi accorgo che sto già pensando alla prossima…

Concorso fotografico RiCiclO

2 marzo 2018

Concorso_Fotografico

Regolamento e iscrizione

Al Panperduto con RiCiclO

21 febbraio 2018

Domenica 4 febbraio 2018, 70 km sulla bacchetta del me père (era dalla Parma-Po che non usciva seriamente).
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L’Artica 2018

19 febbraio 2018

Domenica 28 gennaio: parto con Giaigix da Erbezzo alla volta di Lonigo, per la nostra seconda Artica.
Arriviamo in tempo, ritiriamo il pacco gara e ci prepariamo.
Nonostante la nebbia fitta riusciamo a trovare Guido e Jack che ci stanno aspettando, e poi al via troviamo gli altri Ciclisti DOCG, compresi i due gloriosi tandem sotto le coppie Teo/Irene e Riky/Flavia.
Teo è visibilmente soddisfatto, gli altri sereni e rilassati.
Alle 10 si parte! Tutti insieme per ben 300 metri, poi inevitabilmente ci si sfilaccia. Per un’ora la nebbia non accenna ad abbassarsi, non si vede neanche il sole.
Alla separazione dei percorsi corto/classico salutiamo Teo e Irene e resto con Guido, Jack e Giaigix, compagnia ben assortita.
Per fortuna con la prima salita ci lasciamo la nebbia alle spalle e “oohh, adesso sì che si comincia a ragionare!”
Gran bella corsa questa Artica, quest’anno ulteriormente migliorata nel percorso e nei ristori: il primo dopo pochi chilometri e giusto per un the caldo e un dolcetto (leggi fetta di sbrisolona), il secondo alla cascina dopo una bella salita (trippa e vin brulè), il terzo a sorpresa per una radler e un assaggio di formaggi, l’ultimo ampiamente annunciato e agognato con vino fermo e polenta e baccalà.
A parte i ristori Guido ci ha aggiunto un paio di pause per doppia foratura, ma no, non sono vecchi i copertoncini, è solo sfortuna…
Tutta la corsa in sella, due salite dure e tutte le discese a tuono. La anni ’20 viaggia alla grande ma c’è qualcosa che non va, tende troppo a sinistra… Caricandola in macchina con Giaigix capiamo: forcella crepata… Teoooo, aiutoooo!
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